Grandangolo su Salerno

SULLA “SOCIETA’ LIQUIDA” E L’ASSURDO DELITTO DI FERRARA

  • Pubblichiamo un secondo intervento di Federico Cassese su un fatto che ha colpito molto tutti noi e che è difficile comprendere

Proviamo ad individuare una sorta di sistema che in qualche modo aiuti  a comprendere l’assurdo delitto di Ferrara.  Come prima coordinata  potremmo indicare  la  scuola di Riccardo, figlio di Salvatore Vincelli  e Nunzia di Gianni, con i suoi ritmi, i suoi vincoli, i suoi valori, le sue opportunità. L’altra, il bar, con il succedersi di giornate vuote, intrise di  spinelli, gradassate e di  forme più varie di bighellonaggio.

Nei quadranti delle coordinate, il rapporto  di difficile definibilità tra Manuel e Riccardo;  l ‘assassinio dei genitori di Ricardo; la dinamica omicida,  attuata da Manuel   su incarico e calzante esortazione   dell’amico ammirato, invidiato e assecondato col compenso di 80 euro e la promessa di ulteriori mille;  la ridda  inevitabile dei tentativi di interpretazione di un delitto assurdo ; la madre di Manuel che “comprende”  il figlio assassino  e ne tesse le lodi di “bravo ragazzo di sempre”.

Ci sono tutte le condizioni – pare –  per individuare i segni di  quella che potremmo individuare come struttura sistemica complessa , con le caratteristiche proprio del sistema. Ciò nel senso che qualunque cosa accade in qualunque punto del sistema ha ricadute, percepibili e non, in tutti gli altri punti del sistema stesso.

In un contesto del genere  può essere  utile il ricorso al concetto sociologico che sta riscuotendo tanto successo nel dibattito culturale di questi ultimi tempi.  Mi  riferisco al concetto di “società liquida” di Zygmund Bauman che, sembra,  cogliere dinamiche significative che attraversano i singoli e la società nella sua interezza. E mi riferisco,  altresì,  a quell’interrogativo  fondamentale nel pensiero del filosofo polacco:  “How good people make bed society” (Com’è possibile che persone di indole buona determinino una società malvagia).

L’elemento di “liquidità” è individuabile in tutte le articolazioni della società. Ai fini del tentativo di comprendere in qualche modo “linee di forza” del  delitto di Ferrara appare  significativo il discorso di Bauman sul cambiamento del concetto di povertà e sul comportamento dei poveri.  Questi non si coalizzano più,  muovono l’uno contro l’altro nell’assenza di dinamiche significative e “a portata di lotta e di senso”. Nella società liquida c’è qualcosa di peggio dell’essere sfruttato. E’ il non essere sfruttati, l’ avvertire lo spiazzamento, l’esclusione e l’emarginazione.

Si definiscono così scorciatoie, abbagli, fascinazioni, suggestioni in cui le regole, i valori, gli affetti, l’organizzazione si dissolvono e si sciolgono in una liquidità che fa paura.

Federico Cassese

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