Grandangolo su Salerno

REFERENDUM, IL NO VINCE ANCHE A SALERNO

La Campania, e in particolare la provincia e la città di Salerno, dovevano essere la riserva di voti per il premier Renzi nel referendum sulla riforma costituzionale: assieme a quello degli italiani all’estero, il voto dei cittadini salernitani doveva dare una mano decisiva al governo per la vittoria in questa importante e decisiva sfida elettorale.

Il motivo era chiaro: il presidente della regione Campania si era speso direttamente durante tutta la campagna elettorale per la vittoria del Sì, adducendo motivazioni aggiuntive alla mera questione riguardante la tipologia della riforma costituzionale, in sostanza lanciando l’idea che una vittoria del governo Renzi avrebbe portato ulteriori fondi da stanziare in regione.

Per fare questa operazione politica De Luca si era trascinato dentro un vortice di polemiche, quando l’audio di un suo intervento diretto agli amministratori locali aveva fatto uscire sui media nazionali il suo forte invito a recuperare voti sul territorio, anche «offrendo una cena a base di pesce agli elettori».

Queste dichiarazioni, possibilmente riconducibili ad un’idea clientelare della politica, avevano destato scalpore, suscitando anche l’intervento da parte della Commissione Antimafia.

Ebbene, arrivati alla prova delle urne, il risultato per De Luca e Renzi è stato fallimentare: la provincia e la città di Salerno si sono allineate al voto di tutto il mezzogiorno, orientato in massa verso il No alla riforma elettorale e ad una sonora bocciatura della proposta del governo.

Non sono bastati gli appelli alla fedeltà verso il presidente eletto con un plebiscito bulgaro a Salerno, non sono serviti a nulla gli inviti pressanti di tutta l’area politica che appoggia De Luca, né tanto meno sono serviti gli indebiti riferimenti a fondi da ricevere in luogo di un voto centrato sulla riforma elettorale.

La risposta dei cittadini salernitani è stata inequivocabile e non legata a ragionamenti di appartenenza territoriale: 73.635 votanti in città per un 66.91%, il no stravince con il 60.07% (43.934 voti assoluti) in luogo del 39.93% del Sì (29.205 voti assoluti).

Un dato che supera di poco il risultato nazionale, fermo al 59% per il No e si colloca quindi nel trend del mezzogiorno.

In queste ora si stanno sprecando le varie analisi sul voto referendario, specialmente riguardo la bocciatura da parte di giovani e del meridione alla riforma e al governo Renzi.

Per quanto riguarda la nostra città, si può dire senza possibilità di smentita che gli elettori salernitani si siano discostati in massa dall’invito al voto favorevole fatto dall’amministrazione comunale e regionale, preferendo manifestare un giudizio di merito sulla riforma.

 

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