Grandangolo su Salerno

POCHE NOVITA’ NELLA VITA GRAMA DELLE PROVINCE ITALIANE

Un “esposto cautelativo” nei giorni scorsi è stato presentato alla Procura dai presidenti delle Province italiane, con un gesto politico obbligato per questi enti per i quali senza risorse è impossibile garantire servizi essenziali, anche in termini di sicurezza. Le Province infatti sono state  investite da tagli indiscriminati, come la soppressione dei trasferimenti statali, in particolare, senza che siano intervenuti nuovi provvedimenti.

La stessa Corte dei Conti ha dovuto parlare, nel mese scorso,  di “grave deterioramento” in merito agli equilibri di bilancio degli enti.

Infatti, è dal 2013 al 2017 che lo Stato ha imposto alle Provincie e alle Città metropolitane una riduzione di risorse di 5,2 miliardi di euro., il che ha significato difficoltà di non poco conta per costruire e gestire i 100mila chilometri di strade provinciali, mantenere i 3.600 edifici scolastici superiori o tutelare l’ambiente. Da questa situazione la decisione degli amministratori delle Province di adire la magistratura.

Le Provincie vivono il paradosso che le norme che più hanno inciso sull’autonomia delle Province, come la legge di Stabilità 2015, erano state ritenute costituzionali solo “in considerazione della programmata soppressione delle province”, come si pronunciò la Corte costituzionale nel 2016, prima del referendum del 4 dicembre. Crollata la riforma costituzionale, l’eredità, come dice la Corte dei Conti, non è stata che “un’oggettiva condizione di precarietà che incide sulle prerogative costituzionali degli enti”.

Se nulla dovesse accadere nell’anno, nel senso che se il Governo dovesse continuare nella politica di austerità degli ultimi quattro anni, le 76 Province delle Regioni a Statuto ordinario dovrebbero restituire allo Stato 1,65 miliardi di euro, con entrate “da tributi propri” (Rc auto, l’imposta provinciale di trascrizione, servizi di tutela ambientale) che supereranno appena i 2,09 miliardi. Con i 445 milioni di differenza le Province dovranno far fronte alle “funzioni fondamentali” (appunto viabilità, edilizia scolastica e ambiente). Un impegno oneroso che le stime fissano a 1,3 miliardi di euro. Il risultato sarebbe che nel 2017, alle sole 76 Province “ordinarie” mancherebbero 691 milioni di euro per poter chiudere i bilanci.

E non è una questione Nord-Sud, perché anche in regioni del Nord si trovano Province in condizioni di dissesto o di squilibrio. Il Presidente di una provincia come quella di Lecco può addirittura dichiarare alla rivista ALTRECONOMIA che “Senza risorse è impossibile garantire una manutenzione stradale adeguata, e tutto questo ha ripercussioni dirette sui dirigenti nei casi di incidenti”.

Il 2017 è quindi l’anno decisivo, ed una Provincia vasta come quella di Salerno ne risentirebbe molto se non dovesse intervenire un provvedimento del Governo ad eliminare gli inconvenienti di una tale carenza di risorse,

Alfonso Gambardella

 

 

 

 

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