Grandangolo su Salerno

L’ASSEDIO DI ALEPPO

Negli ultimi nove giorni oltre mille persone sono state uccise ad Aleppo: la città siriana, un tempo capitale economica del nord del paese, è stretta d’assedio dalle forze militari che appoggiano il dittatore Bashar Al Assad.

Come si è potuti arrivare alla degenerazione di un conflitto che è sfociato in una vera e propria catastrofe umanitaria?

Sicuramente tante sono le responsabilità del governo mondiale e dei principali paesi presenti alle Nazioni Unite: proprio come durante l’assedio di Sarajevo negli anni novanta, nessun intervento dell’ONU è riuscito a fermare la strage.

Nella parte di Aleppo ancora sottratta al controllo del dittatore sono intrappolate ancora centinaia di migliaia di persone, prevalentemente civili che non sono riusciti a scappare dalla morsa dell’esercito che in coalizione vuole riportare la città sotto il controllo del feroce regime di Damasco.

Oltre alle responsabilità dell’ignavia delle grandi potenze, però, bisogna comunque sottolineare come la principale colpa della strage sia da attribuire alla Russia: l’esercito di Putin ha dato una svolta decisiva alla guerra in Siria, proprio quando il regime di Bashar Al Assad stava per collassare, correndo in suo soccorso assieme agli alleati iraniani e libanesi.

L’intervento di Putin, giustificato in un primo momento come necessario per combattere l’ISIS (presente però in altre regioni della Siria), si è rivelato completamente fuori controllo rispetto ad ogni tipo di codice militare o di convenzione dei diritti umani.

Gli aerei russi stanno uccidendo impunemente decine di civili, uomini, donne e bambini ogni giorno: gli ordigni russi colpiscono convogli umanitari e ospedali, le bombe al fosforo brillano con tutto il loro pesante carico di morte.

Così come gli americani hanno martoriato la città di Falluja in Iraq (provocando di fatto la nascita dell’ISIS successivamente ai massacri perpetrati contro la popolazione araba), i russi stanno distruggendo Aleppo nel tentativo di riconsegnarla nel più breve tempo possibile al loro alleato, il dittatore Bashar Al Assad.

Gli Stati Uniti d’America, dal loro canto, non hanno saputo opporsi in maniera efficace a questo intento genocida, puntando sull’aiuto che i russi stanno dando alla coalizione contro l’ISIS e di fatto dando il proprio via libera alle operazioni di Putin.

Spesso, questa è l’ultima amara considerazione da fare, l’opinione pubblica mondiale si è schierata in massa contro la guerra: in questo caso, purtroppo, il rumore dei bombardamenti russi avviene nel silenzio assordante del mondo intero.

 

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1 Commento

  1. Achille Mazzeo Reply

    Siria, ALEPPO: STRAGE DI BAMBINI.
    Che rabbia, se penso all’impotenza di noi comuni mortali e all’arroganza di pochi “potenti”, che non si fermano nemmeno davanti alle grida di dolore e di paura dei piccoli. Dio, dove sei? A cosa serve tutto questo, quale posto occupa nei tuoi disegni per noi incomprensibili? Sto scrivendo queste parole e mi viene un nodo alla gola, e penso a cosa provano quei genitori che cercano di proteggere i loro figli e si rendono conto che non possono far nulla contro tale ferocia.
    A chi legge, dico, vogliamo organizzare un incontro, dove non so, nella nostra città, per ricordare, in silenzio questi bambini? nessuna protesta, contro nessuno ma solo il silenzio ” pieno” delle preghiere e delle riflessioni personali. L’obiettivo è rafforzare in ognuno di noi l’idea che, se non possiamo arrivare ad Aleppo, possiamo invece partire dalla nostra quotidianità per affermare la cultura della non violenza, del rispetto e dell’ascolto dei più piccoli.

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