Grandangolo su Salerno

EVERY DAY THE SAME DREAM

“Every day the same dream” è un videogioco nato all’interno del progetto “Molleindustria”, elaborato in pochi giorni in occasione di un evento riguardante i videogiochi di tipo alternativo o underground.

La grafica è minimale ma molto elegante e la musica di sottofondo affascinante ed ipnotica.

Lo scenario iniziale è chiuso, quasi claustrofobico e bidimensionale, l’omino che parte dal letto per affrontare la sua quotidiana giornata lavorativa è racchiuso e schiacciato in un rettangolo per dare l’impressione di una decisa costrizione imposta a compiere determinati atti ripetitivi.

L’omino si veste, saluta la moglie, prende la macchina e si avvia verso il lavoro.

Tutto sembra organizzato e predisposto per adempiere a degli imperativi necessari e chi sta giocando al videogame comincia a chiedersi quale sia il fine del gioco, quali gli obiettivi da raggiungere e, ovviamente, come si “vince”.

Non sarebbe giusto svelare come si arriva alla soluzione dell’enigma proprio perché il gusto del gioco sta proprio nel capire “come” si riesce a vincere.

Quello che si può sicuramente dire senza rovinare la sperimentazione di “Every day the same dream” è che proprio la rettilinea imposizione di gesti quotidiani imposti al protagonista del videogame porta necessariamente a immaginarsi una via d’uscita alternativa a questo percorso obbligato.

Se obbedendo alla realtà circostante non succede nulla se non che essa si riproduce, evidentemente la via di liberazione sta nell’inventarsi qualcosa fuori dalle regole e dagli schemi.

Un gioco che, come tutti quelli di Molleindustria, non solo è ben fatto e divertente, ma ci fa parecchio riflettere sulla nostra vita e sulla società in cui siamo.

“Consuma produci crepa”, recitava lo slogan di una vecchia canzone dei CCCP. E anche uno scenario punk del no future si avvicina molto alla dimensione di questo videogioco di ispirazione anche buddhista nel suo rapporto tra ripetizione, morte e possibile via d’uscita.

Un gioco che ci ricorda come il lavoro salariato sia una gabbia da cui uscire, piuttosto che un luogo da migliorare.

Per giocare basta andare all’indirizzo web http://www.molleindustria.org/everydaythesamedream/everydaythesamedream.html

Luigi Narni Mancinelli

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