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COLOMBIA, FINALMENTE LA PACE

Dopo oltre cinquant’anni di guerra e quattro di trattative tra il governo colombiano e le forze armate rivoluzionarie (Farc) finalmente è arrivato l’atteso e definitivo cessate il fuoco in Colombia: un accordo che pone fine al più longevo e sanguinoso conflitto in Sud America.

L’intesa sarà ratificata da un referendum il prossimo 2 ottobre, ma già la popolazione colombiana è scesa in strada a festeggiare la pace e i sondaggi danno in netto vantaggio il Sì all’accordo con i guerriglieri.

A firmare lo storico trattato sono stati il presidente del paese latinoamericano Juan Manuel Santos e il capo delle Farc Ivan Marquez, successore di Manuel “Tirofijo” Marulanda, lo storico fondatore di una delle più grandi formazioni militari legate al marxismo rivoluzionario.

Eppure i tavoli di concertazione per arrivare ad un accordo pieno, limato in ogni suo piccolo particolare, sono stati difficoltosi, tanto che si sono protratti per quattro lunghi anni con la mediazione del governo cubano sotto gli sguardi speranzosi di tutto il mondo.

I ribelli ancora in armi, circa settemila combattenti, scenderanno dalle alture colombiane per prendere parte alla vita politica istituzionale del paese: le Farc si trasformeranno in un partito politico e affronteranno la contesa elettorale come tutte le altre forze politiche del paese.

Una normalizzazione simile è già stata provata nei primi anni ottanta, quando le Farc cessarono temporaneamente il fuoco presentandosi alle elezioni con la “Unione Patriottica”: l’esperimento andò male, con il massacro di migliaia di militanti comunisti e con i guerriglieri che ritornarono sulle montagne prolungando il conflitto per altri decenni.

Ora la situazione è parecchio mutata e ci si augura che il conflitto sia davvero finito una volta per tutte e che i guerriglieri possano effettivamente inserirsi nella società colombiana senza che ci siano ulteriori scontri o provocazioni.

La pace siglata tra Santos e Marquez è un momento importante di speranza in un mondo che sta sprofondando in una serie di conflitti terribili e sanguinosi, basti pensare a quello che sta succedendo in Siria, ad esempio.

Sarebbe bello che l’accordo tra governo e Farc sia preso come esempio in altre situazioni simili, tenendo presente il detto che “è solo con i nemici che si può fare la pace”, trovando dei necessari compromessi e costruendo insieme una convivenza possibile.

 

Luigi Narni Mancinelli

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