Grandangolo su Salerno

CARCERE DI FUORNI, TENIAMO ACCESI I RIFLETTORI

Il sistema penale e carcerario italiano sta attraversando un delicato momento di crisi, con la prospettiva di vedere ulteriormente irrigidita una situazione già insostenibile in cui il rispetto per i diritti umani è precario e non sempre attuato, in direzione di una stretta autoritaria assolutamente non auspicabile.

Sono molto importanti a riguardo le parole del noto giurista Gustavo Zagrebelski, che ha duramente criticato il progetto di riforma delle sanzioni penali contenuto nel contratto di governo stipulato recentemente dal Movimento Cinque Stelle e la Lega: “Sono colpito dalla superficialità con la quale si trattano i problemi della sicurezza. Dall’insieme, emerge uno Stato dal volto spietato verso i deboli e i diversi: l’autodifesa sempre legittima; la chiusura, non si sa come, dei campi Rom; la restrizione delle misure alternative alla pena detentiva; perfino l’uso del Taser, la pistola a onde elettriche che l’Onu considera uno strumento di tortura; le misure contro l’immigrazione clandestina con specifiche figure di reato riservate ai migranti clandestini; il trasferimento dei fondi dall’assistenza dei profughi ai rimpatri coattivi. Come ciò sia compatibile con i diritti umani, con la ragionevolezza e l’uguaglianza, con il rispetto della dignità e del principio di recupero sociale dei condannati, con esplicite e puntuali pronunce della Corte Costituzionale, non si saprebbe dire”.
Il grido di allarme del costituzionalista si inserisce in uno scenario che appare già adesso drammatico, nel mentre si pensa di risolvere i grandissimi problemi delle strutture penitenziarie irrobustendo le norme repressive interne ai carceri e programmando la costruzione di nuovi istituti. Che i problemi siano numerosi lo dimostra un fatto accaduto recentemente presso il carcere di Fuorni: un detenuto è stato trasportato dal carcere al tribunale di Salerno per essere sottoposto a un processo per direttissima e in aula il magistrato si è reso conto come l’uomo presentasse evidenti segni di percosse. Riportato in cella, il malcapitato ha infine denunciato di aver subito un pesante pestaggio, confermato dalla diagnosi medica in cui si evidenzia la frattura di due costole. Questo è il clima che si respira oggi in Italia e a Salerno nel sistema carcerario e piuttosto che procedere verso una direzione di riduzione delle pene detentive, spesso applicate in seguito a reati di dubbia pericolosità sociale, si sta andando purtroppo verso un inasprimento della vendetta dello Stato in luogo del principio di riabilitazione sancito dalla Costituzione italiana.

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1 Commento

  1. lucia bove Reply

    condivido in pieno l’articolo sui carceri e spero che questo governo non riesca ad attuare ciò che proclama di fare

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